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Di Nassima El Mezouari e Princeveer Sidhu

Il 20 febbraio 2025, le classi 4MSC e 4NSC hanno partecipato a un incontro di orientamento con l’Università, dedicato al tema “Sostenibilità e imprese”. L’evento ha visto la partecipazione di esperti del settore, tra cui la prof.ssa Albachiara Boffelli, la dott.ssa Maria Sofia Pugliese e il prof. Davide Hahn. Durante l’incontro, gli studenti hanno avuto l’opportunità di approfondire il legame tra sviluppo sostenibile e mondo aziendale, riflettendo sulle sfide e le opportunità che caratterizzano il panorama economico attuale. Un’occasione preziosa per comprendere come le imprese possano conciliare crescita e responsabilità ambientale, preparando così le nuove generazioni a un futuro più consapevole e sostenibile. 

Nel 1987 si è iniziato a pensare allo sviluppo sostenibile. Ci sono tre pilastri chiave: 

● Sostenibilità ambientale (tutelare l’ambiente senza sfruttarlo per le sue risorse) 

● Sostenibilità sociale (rispettare i diritti umani) 

● Sostenibilità economica (generare un reddito per sostenere le persone) 

Sostenibilità non è solo essere “green”, ma è operare in modo che si consumino solo le risorse che è possibile consumare senza sfruttare il nostro pianeta. 

L’impronta ecologica (l’impatto sul mondo) è misurabile con il rapporto tra quante risorse può produrre la terra e quante effettivamente consumiamo. 

La biocapacità è quante risorse può produrre la terra. 

Ci sono dei paesi che sfruttano di più la terra e altri meno in base alle loro risorse. USA, EU, nord Africa e il sud est del mondo sono le aree con maggiori consumi. Australia, sud America, Canada e Russia consumano meno. 

Non tutti i paesi verdi sono sostenibili, perché ci sono paesi come il Canada che posseggono tante risorse ma consumano anche molto per cui si deve ricorrere ad altri grafici come il Country Overshoot Days che ci mostra quando i vari paesi hanno finito tutte le loro risorse. 

Dal 2009 le imprese hanno iniziato a parlare di sostenibilità e se un tempo le aziende non erano molto convinte a causa dei costi aggiuntivi per macchinari e nuovi procedimenti, oggi lo stato e l’Unione Europea danno agevolazioni per cercare di invogliare le aziende a cambiare.

Nel 2016 ci si è resi che ci sono dei vantaggi nel produrre in modo sostenibile: 

● Guida il vantaggio competitivo tramite il coinvolgimento degli stakeholder. 

● Migliora la gestione dei rischi. 

● Stimola l’innovazione. 

● Migliora le performance finanziarie. 

● Rafforza la fedeltà dei clienti. 

● Attrae e coinvolge i dipendenti. 

Un nuovo modello a cui si cerca di ambire è l’economia circolare. Attualmente si utilizza il metodo lineare: produzione, uso e spazzatura. 

Nel modello circolare lo scarto che finisce nei rifiuti si può prendere e riportarlo all’inizio del circolo, o a metà, dipende tutto dallo stato del rifiuto. 

L’obiettivo di questo circolo è quello di utilizzare rifiuti il più possibile, per ridurre il più possibile la loro produzione (tenendo sempre presente che anche i rifiuti finali possono essere riutilizzati per un diverso scopo).


"Impresa e sostenibilità: costruire oggi il futuro di domani!"







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