Sharing

I social, nel periodo della pandemia, sono stati il mezzo con il quale abbiamo potuto comunicare tra di noi: ci permettono di conoscere nuove persone, di arricchirci confrontandoci con gli altri, di sapere cosa accade nel mondo e di passare il tempo in relax. Noi giovani passiamo molte ore “in rete” perché seguiamo cantanti, attori e personaggi che ci piacciono e quindi siamo sempre aggiornati su ciò che pubblicano, nonostante non conosciamo effettivamente la loro vita. Oggi, oltre a seguire queste persone, seguiamo anche coloro che vengono chiamati influencer: personaggi pubblici che hanno saputo fare business con i social. 

La più conosciuta fra gli influencer italiani è sicuramente Chiara Ferragni, che oggi è diventata famosa a livelli internazionali, grazie alla sua capacità di farsi seguire da milioni di persone parlando di moda e diventando un modello di stile ed eleganza. Da lei hanno preso spunto molti altri giovani ragazzi che vogliono condividere sui social le loro esperienze di vita divertenti, tristi o che facciano riflettere.

Chiara Ferragni deve tutto il suo successo a Instagram, mentre altre persone hanno guadagnato la notorietà  grazie ad altri social, come YouTube e Tik Tok: per esempio Elisa Maino, che è diventata un influencer con 2,6 milioni di follower su Instagram e 5,6 milioni su Tik Tok, e Marta Losito con 2,2 milioni di follower su Instagram e 4,4 milioni su Tik Tok. 

Iniziative più recenti sono quelle delle house: case dove vivono gruppi di ragazzi che hanno deciso di andare a convivere per realizzare le proprie passioni. Le house famose in Italia sono la chill house, la defhouse e la stardust house, mentre quella americana più conosciuta è la hype house. Le house sono un’idea nata da Tik Tok, un’applicazione cinese che negli ultimi anni ha spopolato in tutto il mondo. Questo social ha avuto un inizio piuttosto travagliato: è stato bannato in molti Paesi perché spesso utilizzato in modo pericoloso, per fare video estremi in cui si rischia la vita, ma anche per offendere gli altri con azioni di body shaming e cyber bullismo. Non è l’unico social ad avere questi problemi, ma è quello che ne ha manifestati di più a cui le autorità nazionali chiedono maggiore controllo. 

Purtroppo il cattivo uso dei social può essere molto rischioso per le giovani generazioni, specie se non si è grandi abbastanza per rendersi conto della gravità delle cose che si leggono e che si possono scrivere. Negli ultimi 15 anni è diventato un enorme problema quello degli odiatori in rete (gli haters o leoni da tastiera), che rendono la vita impossibile a molte persone attaccandole con violenza e disprezzo e criticando il loro aspetto fisico o perseguitando le loro vittime per altri futili motivi.

L’attacco all’onore e alla reputazione di una persona è penalmente rilevante: un’offesa o un’accusa scritta con leggerezza può trasformarsi in un reato e inchiodare chi l’ha pronunciata sui social (anche sotto forma di commento a un post) a lunghi e costosi processi penali.

È importante imparare a essere “saggi navigatori della rete” e a usare le parole senza fare del male alle persone. Prima di dare sfogo alla nostra rabbia ricordiamoci che sui social ogni parola che scriviamo può essere tagliente come una lama e può anche diventare un pericoloso boomerang, che torna a colpirci, economicamente e penalmente, anche a distanza di anni. 

Di Linda Buccella

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