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L’11 febbraio si celebra la Giornata Internazionale delle Donne e Ragazze nella Scienza, istituita dall’ONU nel 2015 per riconoscere il ruolo fondamentale dell’universo femminile nella scienza e nella tecnologia.

Questa giornata è nata in seguito ad uno studio effettuato dalle Nazioni Unite, che ha messo in luce che la percentuale delle donne nella scienza è inferiore al 30%. Questo è dato dal fatto che molte donne fin da piccole non sono incoraggiate a intraprendere carriere che riguardano i campi della scienza, della tecnologia, della matematica e dell’ingegneria (STEM). Oltre a ciò, le poche donne che intraprendono questa strada e che riescono a diventare importanti ricercatrici, come Fabiola Gianotti ad esempio, sono a volte soggette a discriminazioni di genere.

Il divario che c’è tra donne e uomini nelle materie STEM è elevato: infatti nelle facoltà scientifiche si laurea solo il 17% delle donne contro il 37% degli uomini, come anche negli istituti tecnici solo il 22% delle ragazze contro il 42% dei maschi. Questo comporta poi nell’ambito lavorativo che solo un docente (nelle materie STEM) su 5 sia donna.

Per promuovere la Giornata Internazionale per le Donne e le Ragazze nella Scienza, Save the Children ha promosso tre hashtag: #noncivuoleunascienza per rendersi conto degli ostacoli e degli stereotipi che non consentono alle bambine e alle ragazze di affermarsi in percorsi di studio e percorsi professionali in ambito scientifico, e #civuoleunascienziata per per chiedere “maggiori investimenti nell’istruzione e politiche di promozione delle pari opportunità”. Infine, #senzadilei è l’hashtag per ricordare il ruolo fondamentale che le donne scienziate hanno rivestito nella storia, nonostante gli ostacoli posti sul loro cammino, come Barbara McClintock, che fu costretta a studiare botanica perché allora gli studi di genetica erano vietati alle donne, ma riuscì a conquistare il Nobel per la medicina proprio per i suoi lavoro in ambito genetico, o Emmy Noether, che fu costretta a insegnare matematica all’università con nome falso e maschile, e che più tardi fu indicata come “il più significativo e creativo genio matematico apparso finora” niente meno che da Einstein.

Emmy Noether
Barbara McClintock

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