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Come ben sappiamo venerdì 25 novembre è stata celebrata la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, svolgendo tante attività per sensibilizzare tutti sull’importanza della non violenza.

Ma come nasce questa tradizione? 

Ha origine con la storia delle tre sorelle Mirabal che, mentre si recavano a far visita ai loro mariti in prigione, vennero fermate e condotte in un posto nascosto da alcuni agenti di polizia che le stuprarono e uccisero. Nel 1981, per ricordare la loro memoria e quella di tutte le donne che hanno vissuto la stessa esperienza, è stata istituita la giornata commemorativa del 25 novembre.

Il colore esibito è il ROSSO e uno degli oggetti simbolo sono le SCARPE rosse, allineate nelle piazze o in luoghi pubblici a rappresentare le vittime di violenza e femminicidio.

Ma parliamo di dati…

Uno studio del 2013 ci mostra che, mediamente nel mondo, il 38% dei femminicidi sono stati compiuti dai partner. In particolare un’indagine ISTAT, condotta in Italia, ha rilevato che il 31,5% delle donne italiane, tra i 16 e i 70 anni, ha subito nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale; sul lavoro invece ben 1.100.000 donne hanno subito ricatti sessuali.

La nostra scuola

Si è messa in gioco in primo piano per questa giornata così importante a livello nazionale.

A tal riguardo cosa ha organizzato il nostro Istituto? Noi studenti come abbiamo contribuito?

I protagonisti di questa giornata sono stati, senza dubbio, gli alunni i quali, attenendosi alle indicazioni date durante l’assemblea indetta dai neo rappresentanti d’istituto, hanno indossato a  scuola  un indumento rosso come simbolo di solidarietà. Nelle classi sono state appese locandine rappresentative, contemplanti  frasi paradigmatiche quali “ LOVE IS NOT ABUSIVE”.

All’ingresso, inoltre, sono state proiettate sul monitor frasi significative, riportate anche dalla questura cittadina, quali “se ti segue, se ti minaccia, se ti fa del male… NON è AMORE”. 

Per dare ancora più importanza e rilevanza a questa giornata, abbiamo fatto una bellissima conferenza su meet con la prof.ssa Pignataro la quale, con alcuni ragazzi, dopo una toccante introduzione, ha fatto leggere dei monologhi  riguardanti l’esperienza di donne suicide a seguito di violenza, o di bambine che, rimaste orfane, hanno raccontato le orribili violenze subite dalle madri e i consequenziali traumi.

Successivamente abbiamo letto il  monologo “mi chiamo Alice” coinvolgente in quanto, ripercorrendo tutte le tappe esistenziali della protagonista,  ha palesato come, pur partendo da esperienze edificanti quali il matrimonio, la maternita.., l’irruzione della violenza possa rovinare tutto e spingere al suicidio.

Questa conferenza è proseguita con un monologo di una donna proveniente dall’Iran e si è conclusa con il discorso di un alunno le cui parole hanno fatto molto riflettere anche  perché, fino a quel momento, sono intervenute solo voci femminili. La giornata è terminata con un flash mob organizzato nelle singole aule che, per l’occasione, sono state allestite con cartelloni dal messaggio significativo;  inoltre in alcune classi, come in 4B, è stato realizzato un video molto commovente. 

Flash Mob a cura degli studenti della classe 4B dell’IS Guido Galli

Ringraziamo tutti gli studenti che hanno partecipato, augurandoci di non dover celebrare più questa giornata, con la speranza, pertanto, che un domani non esista più la violenza di genere.

Giulia Rossi e Linda Buccella

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