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In data 9 maggio noi studenti della classe 5N indirizzo servizi commerciali ci siamo recati al campo di deportazione di Fossoli, situato vicino a Carpi in provincia di Modena.

Appena arrivati siamo stati accolti dalla guida, che ci
ha raccontato le vicende storiche che lo hanno visto protagonista. Costruito nel 1942 dal Regio
Esercito per imprigionare i militari nemici, nel dicembre del 1943 viene trasformato dalla
Repubblica Sociale Italiana in Campo di concentramento per ebrei. Dal marzo del 1944
diventa Campo poliziesco e di transito, utilizzato dalle SS come anticamera dei Lager nazisti. I circa
5.000 internati politici e razziali che passarono da Fossoli ebbero come destinazioni i campi di
Auschwitz-Birkenau, Mauthausen, Dachau, Buchenwald, Flossenburg e Ravensbrück. Dodici
furono i convogli che si formarono con gli internati di Fossoli, sul primo diretto ad  Auschwitz, il
22 febbraio, viaggiava anche Primo Levi che rievoca la sua breve esperienza a Fossoli nelle prime
pagine di “Se questo e un uomo” e nella poesia “Tramonto a Fossoli”. Il campo rimase in funzione
fino al 2 agosto del 1944, quando l’avanzata degli alleati costrinse i tedeschi a chiuderlo.
All’interno di esso non venivano svolti lavori forzati, anzi erano pochi i prigionieri che lavoravano,
ma la permanenza comportava per loro una tortura psicologica, perché erano lì ad aspettare la loro
sorte. La seconda tappa è stata la visita alla Sinagoga ebraica, ove colpisce l’apparato decorativo di
stile orientale. Poi ci siamo spostati nel centro storico di Carpi per visitare il Museo Monumento al
Deportato. Inaugurato nel 1973, è una struttura unica nel suo genere, frutto dell’impegno civile di
artisti che furono anche testimoni degli avvenimenti che rappresentavano. Il Museo, posto in una
vasta area a piano terra del Palazzo dei Pio, in pieno centro storico, si sviluppa in 13 sale.
Qui sono conservati suggestivi graffiti di alcuni grandi pittori come Picasso, Longoni, Léger, Cagli
e Guttuso che hanno commentato a loro modo l’orrore della Deportazione sulle pareti del Museo.
Un graffito di Picasso rappresenta un uomo col pigiama a righe, dal cui sguardo traspare rabbia e
tristezza nello stesso tempo. In questo percorso entravano molto in gioco le nostre emozioni, perché
oltre alle spiegazioni della guida, potevi vedere con i tuoi occhi foto e immagini molto forti, che
documentano la tragedia della Shoah: oggetti appartenuti ai prigionieri, cadaveri di persone che
mentre tentavano la fuga venivano uccise o rimanevano incastrate nel filo spinato, bambini morti e
neonati fucilati ecc… Inoltre, sui muri si potevano leggere delle frasi che ci portavano a riflettere
sulle condizioni di vita dei prigionieri nei campi di sterminio, essi non avevano più nulla di umano.
Al termine della visita qualcosa dentro di noi era cambiato
Questa uscita è stata per noi l’occasione per farci apprezzare e desiderare ancora di più la pace e il
dialogo civile tra i popoli.

Gli studenti di 5N

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